Verso Copenaghen 09

Analisi e notizie sul negoziato ONU sul clima a Copenaghen (7-18 dicembre 2009)

A Cochabamba continua la lotta per il diritto all’acqua

Cinque pozzi d’acqua per 1450 famiglie. E’ questa la situazione di uno dei quartieri della zona sud di Cochabamba denunciata dal presidente della Cooperativa per l’acqua potabile 1 Maggio. Alla sua voce si sono unite quelle di altri rappresentanti di associazioni della stessa zona della città che dieci anni fa animarono la protesta che passò alla storia come la guerra dell’acqua. Voci unite per denunciare il problema su cui oggi queste organizzazioni stanno concentrando la propria attenzione. La conquista della gestione pubblica dell’acqua è stato un passo fondamentale, ma non è bastata a risolvere il problema dell’accesso universale all’acqua in uno dei Paesi più poveri dell’America del Sud.

Il problema che le organizzazioni sociali dei quartieri del sud della città denunciano oggi è quello della gestione dei rifiuti, una questione centrale per la maggior parte delle metropoli del Sud. Il caso più eclatante per i gruppi di Cochabamba è quello della discarica di Cala Cala, dove la mala gestione dei rifiuti depositati all’aria aperta ha causato l’inquinamento delle falde acquifere più profonde, situate fino a 100 metri di profondità. Un inquinamento che sembrerebbe essere irreversibile, e che ha portato le associazioni dei quartieri del sud della città a denunciare le autorità locali.

Le organizzazioni sono tuttavia consapevoli che se da un lato la denuncia potrebbe portare a una compensazione monetaria delle famiglie più povere, dall’altro non risolve il problema reale che queste comunità stanno vivendo. Servono investimenti in infrastrutture per la raccolta e la gestione dei rifiuti, parte del pacchetto dei finanziamenti per la mitigazione che i governi del Sud stanno negoziando anche in ambito multilaterale. La denuncia delle comunità di Cochabamba evidenzia l’urgenza di un intervento in questo senso, per garantire prima di tutto la protezione delle riserve d’acqua del Paese, per altro in riduzione anche a causa della diminuzione delle piogge.

“Le riserve d’acqua più superficiali si stanno seccando a causa dei cambiamenti climatici, mentre quelle più profonde sono inquinate in maniera irreversibile. Se questa è la situazione, da dove prenderemo l’acqua per continuare a vivere?” è l’interrogativo giustamente sollevato dalle comunità più povere della città.

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